Giovani amici “Pellegrini di Speranza”

di Lucia Pelliccioni e Leonardo Curzi

โ€œTornando nei prossimi giorni ai vostri Paesi, in tutte le parti del mondo, continuate a camminare con gioia sulle orme del Salvatore, e contagiate chiunque incontrate col vostro entusiasmo e con la testimonianza della vostra fedeโ€

Con queste parole Papa Leone ci ha salutato al termine dellโ€™omelia di domenica mattina, 3 agosto 2025; รจ proprio da qui che desideriamo iniziare a raccontare cosa รจ stato per noi il Giubileo dei Giovani.

Come accade prima di ogni partenza, ciascuno di noi ha preparato con cura il proprio bagaglio, controllandolo piรน e piรน volte, con la costante sensazione di aver dimenticato qualcosa. Eppure, alla fine si parte, confidando che nulla manchi. Ma รจ solo lungo il cammino che si comprende davvero una veritร  piรน profonda: se si hanno i giusti compagni di viaggio, non serve altro. รˆ lo stesso insegnamento che Gesรน diede ai suoi discepoli quando li inviรฒ a due a due (Lc 9,3). Perchรฉ quando si รจ mandati, ciรฒ che conta non รจ ciรฒ che si porta, ma Chi si porta dentro e con chi si cammina.

Lunedรฌ 28 agosto, noi, 41 giovani della nostra diocesi, insieme agli altri giovani marchigiani, accompagnati da Vescovi e sacerdoti, ci siamo ritrovati a Loreto. Qui, il nostro pellegrinaggio รจ iniziato con un Sรฌ, pronunciato proprio davanti alla Santa Casa dove anche Maria disse il suo, quello che ha cambiato la nostra Storia per sempre. Giร  da quella prima parola abbiamo capito che ciรฒ che avremmo vissuto sarebbe stato unico. Tanti sรฌ diversi: coraggiosi, impauriti, dubbiosi, determinati, fiduciosi, sfidanti ma tutti pronunciati da cuori colmi di desideri e promesse. 

Cโ€™รจ una parola che pronunciata in quel momento sembrava una delle tante, ma che, dopo tutto, ha assunto un significato diverso: โ€œpatchworkโ€, cioรจ un insieme variegato e talvolta disordinato di colori che insieme creano una trama irripetibile. Ecco, รจ proprio cosรฌ che ci siamo sentiti durante il pellegrinaggio, in compagnia di tutti i giovani del mondo, un insieme sconfinato di storie e di vite, ognuna con i suoi strappi e le sue ferite, ma che messe insieme hanno creato uno spettacolo inimmaginabile.

Da Loreto, i Giovani hanno preso strade e direzioni diverse: un gruppo ha vissuto lโ€™esperienza del pellegrinaggio a piedi fino a Tolentino; un altro, invece, รจ arrivato direttamente a destinazione,  nella capitale, per vivere, durante la settimana, esperienze di speranza, ascolto e caritร . Non abbiamo, perรฒ, mai dimenticato la meta, unica, uguale per tutti. Il pensiero, la Parola e la preghiera ci hanno unito, nonostante le distanze.

Arrivati a Roma, precisamente ad Acilia – sede della nostra parrocchia ospitante – ci siamo sentiti subito accolti. La stessa sensazione ha accompagnato i giovani pellegrini che, tra le colline marchigiane, nel corso della settima, hanno camminato di paese in paese. Merende, applausi, canti, sorrisi, balli hanno sempre caratterizzato i nostri arrivi. Non sono mancati disagi e difficoltร  ma la bellezza delle esperienze, degli incontri, dellโ€™esserci per gli Altri ha compensato tutto.

Con la S. messa di benvenuto a San Pietro, presieduta da S.E. Mons. Rino Fisichella, per tutti i giovani del mondo รจ iniziato ufficialmente il nostro Giubileo. Le voci, lโ€™entusiasmo e le grida sarebbero state ascoltate fino ai confini del mondo. Cosรฌ abbiamo iniziato ad essere messaggi e segni di speranza, come hanno risuonato forti e brillanti le parole a sorpresa del Santo Padre. Qui, in Piazza, abbiamo visto per la prima volta i Popoli tutti incontrarsi, fare festa, agitare le bandiere: un grande ma comunque piccolo anticipo di quello che sarebbe stato, qualche giorno dopo, lโ€™incontro a Tor Vergata. Abbiamo avuto la percezione che il mondo fosse concentrato in una sola grande e meravigliosa cittร . Il nostro motto รจ diventato Where are you from? (Da dove vieni?), gridato in giro per strade e metropolitane, tanta era la voglia di scoprirsi vicini nella fede nonostante la distanza geografica. โ€œLa fede รจ INCONTROโ€ ci ha detto un vescovo durante una catechesi, e noi, con Lui, ne siamo stati i protagonisti.

Le giornate a Roma trascorrevano veloci ma non frenetiche. Abbiamo vissuto un tempo disteso, di ascolto e di incontro. La Parola e le catechesi hanno risuonato nelle nostre vite. Tutto quello che abbiamo ascoltato, vissuto, meditato, condiviso aveva, per ciascuno di noi, un significato personale e profondo, perchรฉ Lui ci conosce e sa sempre cosa dirci. Abbiamo provato a stare davanti a Dio con quello che abbiamo, con quello che siamo. E lo abbiamo incontrato, come รจ successo alla donna al pozzo. รˆ stato questo il primo passo del Vangelo che abbiamo approfondito. Siamo partiti per questo pellegrinaggio feriti e assetati ma poi, con Cristo, che ci attende sempre, ci siamo sentiti ascoltati e capiti, abbiamo assaporato lโ€™Acqua viva. Poi, come con il Giovane ricco, Gesรน ci ha fissato e amato. Solo con la forza di uno sguardo dโ€™amore si puรฒ uscire dallโ€™illusione. โ€œVieni! Seguimi!โ€, ci ha detto. Con il nostro vescovo Gianpiero, infatti, ci siamo chiesti come vorremmo essere guardati. Di sicuro, il Signore ci guarda senza giudizio, con Amore; i suoi occhi sono luminosi come quelli degli innamorati perchรฉ Lui ha dato la sua vita per noi. Con un poโ€™ meno paura, con la consapevolezza che Dio abita il nostro buio e che la salvezza arriva da fuori (e non da noi stessi), abbiamo vissuto un altro momento molto intenso: la celebrazione penitenziale, lโ€™abbraccio con Cristo, lo sguardo misericordioso di Dio attraverso gli occhi dei nostri sacerdoti. Abbiamo vissuto un PASSAGGIO – senso e significato del Giubileo – dal buio alla luce. Siamo passati attraverso la Porta santa, stretta, bloccata dalle catene che, perรฒ, insieme, siamo riusciti a superare e rompere. Come? Con gli occhi della Speranza! Nonostante lโ€™odio, la violenza, la morte, le brutture del mondo, la speranza non delude. La speranza sta nella nostra consapevolezza di poter cambiare il mondo; insieme possiamo sognare un mondo diverso, migliore. Non si tratta di un ideale ma di unโ€™AZIONE. Ciascuno di noi puรฒ e deve fare la propria parte. Abbiamo iniziato dal nostro essere amici: โ€œLโ€™amicizia puรฒ veramente cambiare il mondo. Lโ€™amicizia รจ una strada verso la paceโ€, ci ha detto Papa Leone. Continuiamo nella nostra quotidianitร : a scuola, a lavoro, allโ€™universitร ; non lasciamo da parte questa RESPONSABILITร€

In questi giorni a Roma, abbiamo sentito forte e viva in mezzo a noi la presenza di Pier Giorgio Frassati che verrร  canonizzato il prossimo 7 settembre. Pier Giorgio ha fatto del suo impegno quotidiano la strada per la santitร . Ne abbiamo parlato in piazza, con il Settore giovani dellโ€™Azione cattolica italiana, grazie a una mostra espositiva e interattiva, e durante la catechesi curata dal Card. Repole proprio sulle tematiche di impegno civile e responsabilitร .

Giovane tra i Giovani, Santo non bloccato sull’altare ma in giro per le strade, amico e fratello, Pier Giorgio doveva assolutamente partecipare a questo grande e speciale appuntamento della Chiesa con noi. Abbiamo avuto la preziosa opportunitร  di incontrarlo e pregare davanti al suo corpo presso la Basilica di Santa Maria Sopra Minerva; sono stati minuti intensi, di raccoglimento, di affidamento, di dialogo diretto con il giovane del Verso lโ€™alto.

Con i Giovani di Ac, inoltre, ci siamo messi in โ€œdialogo con la cittร โ€: incontri e talk ci hanno aperto gli occhi su situazioni e questioni in cui la speranza sembra aver deluso tutto e tutti; invece no! Mons. Ryabukha e don Roman Demush hanno raccontato quanto in Ucraina la guerra metta alla prova tutti e metta in crisi anche uno sguardo speranzoso. Eppure, cโ€™รจ lo stare insieme, cโ€™รจ la comunitร , segno della presenza di Dio e con Dio cโ€™รจ sempre la Speranza. Il grido per la pace si รจ sollevato anche con il Card. Zuppi che ha guidato la Professione di Fede dei Giovani italiani. Dopo un pomeriggio di festa e musica, abbiamo rinnovato il nostro credo: โ€œIo credo, Signore. Credo perchรฉ ho ascoltato la Tua parola, vivo la Tua presenza, vedo il Tuo amoreโ€ (Zuppi). Tra le tante frasi pronunciate durante le testimonianze, una ci ha particolarmente colpito perchรฉ in quei momenti e in quei giorni, lโ€™abbiamo vista pienamente realizzata: โ€œTroviamo qualcosa che ci riempia il cuore e diamogli la vita!โ€. 

Nella giornata di venerdรฌ tutti i giovani e i pellegrini della nostra diocesi – circa cento – e delle Marche si sono ritrovati per vivere insieme il passaggio attraverso la porta santa, anzi, attraverso il Santo e per rimettersi in cammino verso lโ€™ultima parte del Giubileo dei giovani. Nel pomeriggio, presso la chiesa di San Gregorio VII, abbiamo condiviso e raccontato le varie esperienze. I Giovani che durante la prima parte della settimana hanno vissuto il pellegrinaggio a piedi, ci hanno parlato dellโ€™esperienza di fede come un cammino concreto, fatto di passi veri, faticoso ma comunque pieno di gioia. La strada รจ diventata luogo privilegiato per lโ€™incontro con sรฉ stessi, con lโ€™altro e con Dio. 

Con le nostre magliette azzurre – spicchio di cielo sulla terra, pezzetto di mare in cittร  –  ancora una volta abbiamo pregato, cantato e danzato con gioia, โ€œal ritmo dello Spiritoโ€. Poi finalmente, siamo arrivati a Tor Vergata: un immenso prato, un immenso popolo, un milione di giovani pronti a gridare โ€œECCOCIโ€, per ricordare al mondo che ci siamo, che siamo noi la Speranza. Dopo un cammino faticoso, tanta stanchezza accumulata e zaini pesanti abbiamo scelto la nostra area ed รจ stato come raggiungere la Terra promessa. 

Durante la veglia, siamo stati avvolti da un silenzio profondo. Era piรน freddo e tirava vento. La sensazione รจ stata quella di sentirsi piรน esposti, vulnerabili, indifesi. In questa dimensione รจ avvenuto il Grande Incontro. Cristo Eucaristia si รจ fatto Emmanuel, Dio con noi. Ci ha guardato dritto negli occhi, ha scavato nellโ€™anima.  Adorandolo, i nostri cuori si sono uniti a Lui. Nella sconfinata distesa di Tor Vergata ci siamo sentiti immensamente piccoli di fronte alla silenziosa e profonda immensitร  di Dio. Gesรน cโ€™รจ per tutti, non contano le differenze di etร , esperienze, vite, lingue, culture. Lui ci guarda sempre con amore, ci abbraccia e ci accoglie, cosรฌ come siamo, con tutte le nostre imperfezioni e inquietudini, perchรฉ come ci ha detto il papa: โ€œSe siete inquieti, siete viviโ€. 

Ancora attoniti, รจ scesa la sera. Si sa, di notte il Signore passa sempre e fa sorprese. Lรฌ, non solo รจ passato, รจ rimasto. Cosรฌ, poco alla volta, la distesa di Tor Vergata si รจ addormentata. La giornata della domenica รจ iniziata presto, alle prime luci dellโ€™alba. Ancora umidi per la pioggia della notte, abbiamo assistito ai risvegli dei nostri amici, intorno a noi i giovani del mondo. Poco dopo, alle 7.30, รจ arrivato Papa Leone a darci il buongiorno. Alle nove, invece, รจ iniziata la celebrazione eucaristica. Durante lโ€™omelia il Papa ha invitato noi giovani a riconoscere nelle fragilitร  una bellezza straordinaria: ยซPensiamo al simbolo dellโ€™erba: non รจ bellissimo un prato in fiore?ยป – steli esili e vulnerabili, destinati a seccarsi e sparire, eppure โ€œsubito rimpiazzati da altri che spuntano, nutrendosi dei precedentiโ€ฆ รˆ cosรฌ che vive il campo, donando e rinnovandosi continuamenteโ€. Concludendo, il Santo Padre ci ha invitato, seguendo lโ€™esempio di Pier Giorgio Frassati, ad alzare gli occhi, a guardare in alto,

โ€œAspirate a cose grandi, alla santitร , ovunque siateโ€

perchรจ รจ cosรฌ che vedremo crescere la luce del Vangelo (cfr. omelia del Santo Padre Leone XIV, Tor Vergata, XVIII domenica del Tempo Ordinario, 3 agosto 2025).

Abbiamo lasciato la spianata con la consapevolezza che il cammino continua, con Lui accanto, con Lui che ci attende. GRAZIA รจ lโ€™ultima parola che custodiamo nel cuore: abbiamo vissuto questi giorni certi di aver ricevuto una grazia grande. Lโ€™anno giubilare รจ un anno di grazia, un tempo speciale di cui abbiamo fatto tutti esperienza. Abbiamo superato questa porta e ne siamo usciti trasformati.

Ci ricorderemo dei nostri compagni di viaggio, i nostri amici, ormai sorelle e fratelli: le risate squillanti, le mani tese, gli abbracci di pace, le lacrime asciugate, le storie. Sarร  unโ€™amicizia fedele, felice ed eterna perchรฉ fondata in Lui. 

Resteranno indelebili i ricordi di questo Giubileo dei Giovani perchรฉ legati a emozioni fortissime. โ€œTi ricordi? Nel 2025 cโ€™eravamo anche noi!โ€ diremo. Al prossimo Giubileo non saremo piรน noi โ€œla gioventรน del papaโ€ o forse sรฌ, lo saremo lo stesso, lo saremo per sempre perchรจ ormai siamo parte di questa Bella Storia! Lโ€™incontro con Cristo Risorto ha cambiato le nostre esistenze, ha illuminato i nostri affetti, desideri, pensieri (cfr. omelia del Santo Padre Leone XIV, Tor Vergata, XVIII domenica del Tempo Ordinario, 3 agosto 2025).


Una volta tornati a casa, abbiamo chiesto ad alcuni giovani di scrivere le loro impressioni e i loro pensieri al termine di questa grande esperienza. Ne sono uscite parole preziose, segno di uno Spirito che ha soffiato forte sulle nostre vite. 

Il Giubileo dei Giovani รจ stata un’esperienza bellissima da tanti punti di vista.

Ho visitato luoghi stupendi, ricchi di arte e spiritualitร . Ho conosciuto persone meravigliose, provenienti da ogni parte del mondo e diverse per lingua e cultura, ma unite dalla stessa gioia e dalla stessa fede.

Tra i tanti momenti di ascolto, le parole che mi sono rimaste piรน impresse sono quelle del cardinale Zuppi: “Siamo noi stessi quando ci pensiamo per gli altri.” Condivido questo pensiero da sempre e credo che la nostra vita abbia senso solo se la spendiamo a servizio degli altri.

Sono terminati i 6 giorni di Giubileo in cui abbiamo convissuto e pregato insieme. Ma raccontando ad altri cosa รจ stato per me il giubileo mi sono resa conto che cโ€™รจ tanto altro: c’รจ il riscoprirsi, lโ€™amicizia, il dialogo, il supporto e il sostegno.

Sono stati 6 giorni in cui abbiamo condiviso momenti che ci porteremo sempre nelle nostre vite, che hanno segnato il nostro percorso tramite catechesi e parole che hanno fatto tremare il nostro cuore.

In questi 6 giorni abbiamo riso ma anche pianto per cose che solo il Signore รจ riuscito a metterci davanti agli occhi per farci rendere conto che tutti noi abbiamo bisogno di parole che riscaldano e proteggono.

Da questo giubileo torno rigenerata e piรน  consapevole di me e delle persone che ho avuto accanto, persone che giร  conoscevo ma che con il passare del tempo stanno diventando parte della mia storia e stiamo creando, passo dopo passo, una storia tutta nostra.

E a loro voglio dire grazie perchรฉ ho sempre avuto difficoltร  ad allontanarmi dalla mia solita routine ma con loro mi sono sentita a casa in un posto che tutto sembrava tranne che casa

Ieri una volta scesi dal pullman ci siamo salutati e abbracciati sapendo che quello che abbiamo vissuto รจ inspiegabile fin quando non lo vivi.

Il Giubileo dei giovani si รจ appena concluso e mi ritrovo qui a raccontare la mia esperienza di questa settimana, piena di riflessioni e di fatica. Io ho avuto la fortuna di partecipare al pellegrinaggio da Loreto a Tolentino, che รจ durato i primi quattro giorni; questo cammino รจ stato un dono per me, poichรฉ mi ha aiutato a scoprire lati nascosti della mia anima e del mio cuore come l’interesse e l’amore, sia verso il prossimo sia verso me stesso, o come l’ascolto e il dialogo, i quali, mi sono reso conto, sono importantissimi all’interno di una relazione. Ho scoperto come Dio si manifesta fortemente nelle persone che ti sono accanto ad esempio amici, catechisti e preti. Inoltre, durante questo viaggio, ho imparato che l’amore di Dio non fa distinzione, egli ti adora anche quando senti di non poter essere perdonato per i tuoi errori, per lui non esistono imperfezioni, non esistono limiti: tu sei perfetto cosรฌ come sei. E anche quando la vita ti mette di fronte alle difficoltร , ebbene sรฌ, lui sarร  sempre lรฌ a indicarti la giusta via e ad aiutarti con parole, gesti e segni. Infine, voglio concludere dicendo che quando sono arrivato a Roma, sentendo le parole del Santo Padre, ho capito che noi giovani non dobbiamo accontentarci di ciรฒ che abbiamo ma dobbiamo sempre puntare in alto, mantenendo sempre la speranza in un mondo di pace e amore, cercando di costruirlo grazie al nostro lavoro e alla nostra fede.

La prima sera durante la compieta ci hanno chiesto di pensare a una parola che potesse descrivere quello che ci aspettavamo da questa esperienza: la mia รจ stata RISCOPERTA. Voi siete stati la RIscoperta piรน bella, nonostante vi conoscessi giร  da tempo: mi siete stati accanto, abbiamo riso, pianto e scherzato insieme condividendo dei momenti molto intensi. 

Ieri sera riguardando le nostre foto nella galleria mi รจ venuto in mente il versetto del Vangelo in cui si dice che Gesรน si trova dove due o piรน sono riuniti in Suo nome. Mi porterรฒ dietro anche i dinosauri, le lacrime, i pantani, i calici storti, le spagnole, i bracciali e tutti i momenti frenetici che abbiamo vissuto insieme. Vi voglio bene.

“Se siete inquieti vuol dire che siete vivi”

Questa รจ una delle frasi che porto nel cuore perchรฉ il Papa ci ha ricordato come la gioventรน sia l’etร  delle domande e non delle risposte, dei dubbi e non delle soluzioni … รจ in un mondo che pretende da noi di essere belli e perfetti, sempre e subito, questa รจ la piรน grande lezione che possiamo Imparare da Gesรน.

รˆ l’imperfezione che ci rende amabili agli occhi degli altri, e in questi giorni il dono piรน grande ricevuto sono gli amici che con noi hanno condiviso il viaggio.

Nella sconfinata distesa di Tor Vergata mi sono sentita immensamente piccola di fronte alla silenziosa e profonda immensitร  di Dio.

Attraverso la Parola, gli Amici, le storie, gli incontri, l’ascolto, gli abbracci, i sorrisi, le risate e le lacrime ci siamo sentiti guardati e amati.

Con coraggio continuiamo a sognare insieme, a sperare insieme perchรฉ possiamo cambiare il mondo. “Sรฌ, abbiamo visto l’amore vincere” e trasformare. Davvero una grande Grazia! 

Il giubileo mi รจ servito per conoscere nuove persone, una cosa che mi fa sempre molto piacere e mi dona gioia. Mi ha aiutato anche ad apprezzare molte cose a cui prima non facevo caso come per esempio avere un letto comodo oppure poter usare i mezzi per muoversi, ma soprattutto mi sono divertito molto e spero di rifare esperienze del genere.

Da questa esperienza mi รจ rimasto impresso il messaggio di non sprecare la nostra vita, non farcela sfuggire sotto il naso,  fare attenzione a tutte le cose belle, anche le piรน piccole, che ci circondano. L’amore รจ un dono e dobbiamo essere solo attenti, perchรฉ รจ sempre presente. Durante questo pellegrinaggio ho rafforzato l’amicizia con i miei compagni di cammino, ho trovato nuove amicizie e ho potuto condividere con tutti loro gioie e stanchezza.. a volte bastava un solo sguardo di intesa per caricarmi di energia, un’energia positiva che sembrava ci abbracciasse in ogni momento.

Custodire. รˆ la prima parola che mi รจ venuta in mente ripensando al pellegrinaggio vissuto durante il Giubileo dei Giovani.

Custodire gli sguardi di chi ha camminato con me, non per arrivare soltanto a una meta, ma per scoprire qualcosa in piรน di sรฉ stesso e di Dio, anche attraverso lโ€™incontro con lโ€™altro.

Custodire le storie ascoltate lungo il cammino, le amicizie nate, i passi fatti insieme al ritmo della fraternitร . Custodire i sorrisi sinceri, le risate spontanee, i momenti leggeri che ci hanno fatto sentire vivi e parte di una Chiesa giovane, pronta ad accogliere chiunque a braccia aperte.

Questo pellegrinaggio mi ha fatto capire che la fede non รจ una teoria, ma un cammino concreto, fatto di passi veri, persone reali e incontri che restano.